venerdì, dicembre 07, 2018

Rentrée

C'è qualcuno?

Is there anybody in there?



(attenzione questo post contiene un linguaggio poco appropriato,... 
....soprattutto per i deboli d'ironia)


Eccomi nuovamente a voi.
No, non sono morto, mica come era successo al protagonista del film "Transformers: La vendetta del caduto".

Che bei tempi, .....anyway.

Negli ultimi mesi son stato poco presente sul blog, per un motivo semplice semplice.

Ho trovato un lavoro/I've found a new job

Con insistenza, ho tentato diverse strade (non quelle che avete pensato voi), e finalmente dopo aver superato un colloquio iniziale, sono entrato a far parte di un gruppo di lavoro e formazione.

Ma come, non ti hanno ancora assunto?

Ehhhm, no.

Faccio tre giorni di corso:
- sicurezza sul lavoro;
- funzionamento del sindacato;
- formazione sulle procedure di negozio;
- altra sicurezza sul lavoro;
- e "the last but not the least" il più temuto tra tutti: il corso col consulente aziendale nonchè psicologo.


Quest'ultimo è stato vissuto da tutti come uno spauracchio.
D'altro canto, ho voluto e dovuto essere solo me stesso, non potevo nascondere 15 anni di onorato servizio nel mondo dell'elettronica di consumo.
In effetti, a conti fatti, ammetto che mi siano serviti, soprattutto per come mi sono esposto.

Qualche giorno dopo arriva la chiamata da parte dell'azienda, la quale mi conferma il passaggio del turno.
Con la felicità che potrebbe avere un Rosenborg qualunque, per aver superato gli ottavi di finale della Coppa Uefa, sono andato a firmare il contratto.
Svariati fogli, .......su fogli, ......su fogli, ......e poi pratiche fiscali, destinazione tfr, detrazioni, coordinate bancarie, liberatorie, cartoline d'auguri, ricchi premi e cotillon.
Quel giorno penso di aver firmato anche per l'acquisto di un set di pentole e materassi, .....se uno di questi giorni mi suona alla porta Giorgio Mastrota, giuro che ve lo faccio sapere.



Ok, ma che tipo di contratto? 
Un supermegaiperdeterminatissimo part-time.

E lì, capisci, le dannate (sì, dannate) logiche del mercato del lavoro.
Precarietà è la parola d'ordine, ...grazie governo, grazie un sacco, ......di merda.

Nonostante questo marginale ma importante aspetto della vicenda, l'azienda decide di mandarmi in affiancamento in terra straniera, ....tipo Collegno.
L'approccio con il mio capo reparto e i miei colleghi è a dir poco fantastico. Lo dico senza ironia.
In tutte queste settimane ho lavorato con loro, avendo modo di fare squadra, imparando le procedure e i movimenti tipici dei repartisti.
Una volta eliminata quella ruggine, a causa dei precedenti mesi di inattività, ho incominciato ad ingranare e ad avere un ritmo più cadenzato.
Tutti son stati professionali e carinissimi.
Un'esperienza da ricordare.

Un'esperienza che (si sapeva) sarebbe durata solo per il periodo dell'affiancamento, infatti da qualche settimana lavoro in un nuovo negozio, della stessa catena, a 20 minuti da casa.
Più comodo e favorevole per la mia vita personale.
Buttalo via?



Purtroppo, l'impatto con la nuova realtà professionale non è stato dei migliori.

Son passato da Hero a Zero, nel giro di poco tempo.

Le persone possono fare la differenza, ....il loro carattere, la loro sensibilità, la loro intelligenza.

E' bello spostarsi dal reparto al magazzino e viceversa, incrociando le persone con cui hai condiviso gli stessi sogni e aspettative durante i corsi di formazione, salutarti con un grande sorriso, sempre pronti a darti il cinque o una pacca sulla spalla.
E in quel momento, ti rendi conto di essere una brava persona, ......una di quelle che ha saputo costruire un buon feeling con gli altri, ma soprattutto che ha saputo mettere in campo una sensibilità professionale fuori dal comune, cioè come dovrebbe essere.

Presuntuoso?

Può darsi, ma non è con l'autorità che guadagni la riconoscenza che meriti,....
....quest'ultima la guadagni con l'autorevolezza e il savoir faire

Potranno criticarmi, potranno non ascoltare i miei consigli, potranno sbattermi in altri reparti, potranno indorarmi la pillola dicendomi che "No, non esiste lo sporco impossibile", ma non potranno mai togliermi la soddisfazione di ricevere un sorriso da un collega che mi conosce solo da pochi giorni e mi apprezza perchè ho servito con simpatia e professionalità sua madre.

Son piccole cose, ma sono grandi soddisfazioni che solo un vero venditore può comprendere.

Peace out.



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