mercoledì, giugno 28, 2006

I maestri del subliminale


"Molto amore risulta incredibilmente amaro, ti ingoia, vuole orgoglioso graffiare, liberarsi in ogni beatitudine e nascere effimero"

sabato, giugno 24, 2006

Hot Movie

2 pizze.

Ennesima parodia mal riuscita.
Il film prende in giro i più famosi lungometraggi di genere romantico, ma le trovate sono grossolane e poco convincenti. Alyson Hannigan è probabilmente una delle attrici più sottovalutate ad Hollywood, e per quanto mi riguarda è l'unico motivo che mi ha spinto ad andare a vedere questo film.

Il lavoro mobilita l'uomo

ATTO PRIMO

Erano le 6 del mattino del 29 maggio, e il cielo a strisce non prometteva nulla di buono.

Il treno mi aspettava al binario 13 della stazione di Porta Nuova, per portarmi in quel di Milano.
In perfetto orario arrivavo alla Stazione Centrale, in tempo per trovare un bar, ordinare un caffè, pagarlo, fare una pisciata olimpica e infilarmi negli uffici dell'azienda per cui lavoro, per partecipare ad un corso di aggiornamento periodico, in tecniche avanzate di vendita.
Al corso partecipavano: Valeria, Geraldine, Alberto (Milano), Andrea, Matteo, Michela (Genova), Cristian, Marco ed io (Torino).

“Batman è il mio supereroe preferito, perché non ha superpoteri come l'Uomo Ragno o Superman, ...usa la sua forza e la sua intelligenza per combattere il male, ...io sono Batman“.

Il primo break scattava alle ore 11.15.
Qualche secondo dopo aver acceso il mio telefonino, ricevevo un messaggio della mia “collega M.”
Intorno alle 13, il catering ci preparava un pranzo a buffet, a base di affettati, frittate e una torta di frutta e yogurt.
Ritornando al mio corso, il mio pensiero andava al messaggio di M., ...mi aveva chiarito un dubbio, ma allo stesso tempo me ne aveva creati altri.
Dopo un'intera giornata di studi approfonditi, test, e 5 caffè espressi capaci di far star sveglio anche il più pigro dei bradipi, ...ma non me, ...compravo panino e bibita e ritornavo finalmente a casa col treno della sera, ...con le idee un po' annebbiate, eppur sapendo che un po' più in là, ...il tempo era sereno.


ATTO SECONDO

Il giorno dopo, stesso binario, stesso programma, ...ma il treno arrivava a Milano con un “leggerissimo” ritardo di 40 minuti.
No problem!!!
Dopo qualche santo bestemmione, io e il mio collega Marco di Torino, arrivavamo nella sala meeting per la seconda parte del corso.

“Che cos'è l'assertività?
L'assertività è l'attitudine, in una qualsiasi situazione, a definire chiaramente la posizione, a renderla nota, a difenderla senza aggressività, ammettendo posizioni differenti da parte altrui.
Questa attitudine si manifesta attraverso una predisposizione ad ascoltare, alternata ad una esposizione chiara del proprio punto di vista”.

Ore 13: Il ritorno della torta di frutta e yogurt.

Milano, ci regalava una splendida giornata di sole, anche se un po' ventosa.
A fine giornata, Valeria accompagnava il sottoscritto e i miei colleghi di Torino e Genova, alla fermata della metro più vicina.
Da sempre apprezzo questi incontri, non solo per migliorare professionalmente, ma soprattutto perchè mi regala l'opportunità di incontrare i colleghi di altre città, ...e finalmente associare un volto ad una voce, fino a quel momento sentita solo per telefono.
Anche questa volta mi esibivo nel mio numero preferito: “Perdermi nelle gallerie della metro di Milano”.
Trovato il filo di Arianna, io, Cristian e Marco salivavamo sul treno del ritorno, non prima di acquistare un panino e una bottiglietta d'acqua, per placare le ire del mio stomaco in subbuglio.
Le campagne piemontesi viste dal finestrino del mio Intercity, mi lasciavano un briciolo di nostalgia, ma sapevo di tornare con la consapevolezza di aver acquisito importanti nozioni per il raggiungimento dei miei obiettivi professionali e sociali.

Il tempo era sempre più sereno.

domenica, giugno 18, 2006

La signora del gioco



“Una donna si ritrova abitata dallo spirito e dai pensieri di sette figure femminili. Queste voci porterà la protagonista ad una consapevolezza: essere "La signora del gioco”, la guida del grande sabba, depositaria del tremendo potere del mediatore, quello di risvegliare le anime dal lungo sonno”.



Spettacolo teatrale diretto da Noemi Binda e scritto da Sonia Olga Camerlo, andato in scena il 30 e 31 maggio e il 1° giugno 2006, agli “Infernotti” di V. San Massimo, 24 – Torino.

Ho potuto apprezzare la recitazione di tutti gli attori, coadiuvata da una sapiente regia e da una scenografia molto dark.
Testi e dialoghi, forse un po' troppo complessi.
Buona partecipazione di pubblico, il quale ha potuto seguire l'intero spettacolo “in mezzo agli attori”, interagendo con gli stessi.

P.s. ...brava Nathalie, ...brava Noemi!!

Poseidon

3 pizze.

Catastrofico, emozionante, claustrofobico,... ovvero la ricetta perfetta per creare un film ricco di suspence e colpi di scena. I soliti grandi effetti speciali, con quella strana sensazione di “deja-vu”.

venerdì, giugno 02, 2006

X-Men III

3 pizze.

Blockbuster americano dall'eccezionale impatto visivo, ma povero di storia e contenuti. Gli attori non riescono a esprimere a pieno le loro grandi doti artistiche. Grandi effetti speciali, la scena del “Golden Gate” è fin troppo esagerata, ma vale il prezzo del biglietto e le pizze di critica.

P.s. Non andate via dopo i titoli di coda, c'è un colpo di scena.

mercoledì, maggio 31, 2006

L'uomo Elefante

"Se ti dicono che sei un elefante, non gli credere,...
...se te lo dicono in due, non gli credere,...
...se te lo dicono in tre, non gli credere,...

...se te lo dicono in dieci, ...vatti a comprare le noccioline!!!
"

martedì, maggio 23, 2006

Il Codice Da Vinci

4 Pizze.

Un film da vedere, non solo per il polverone alzato dal romanzo di Dan Brown, da cui è tratto il film, diretto da un bravo Ron Howard.

Solo un'illusione

Lo sanno tutti, le illusioni non sono altro che ingannevoli rappresentazioni della realtà, un imbroglio dei sensi, un errore di interpretazione secondo cui si attribuisce consistenza ai propri sogni e alle proprie speranze.
Queste false impressioni ci fanno sentire degli eroi e allo stesso tempo degli “zero”.
Siamo perfettamente consci che quello a cui assistiamo è frutto di un abile trucco, ma per chissà quale strano e bizzarro motivo, ne rimaniamo sempre estasiati, ...stupefatti, ...come fosse verità.

Contrario ad ogni logica, alla ragione, ridiamo e piangiamo.
Ci sentiamo strappare il cuore, ma continuiamo a commettere gli stessi sbagli.

L'abbiamo fatto milioni di volte, credere in un ideale, in un amore, in un'ambizione.
Siamo finiti a gambe all'aria, ...col cuore in cantina, ...ma siamo andati avanti per la nostra strada, giusta o sbagliata che fosse, arrovellandoci il cervello, alla ricerca delle risposte corrette a tutti i nostri più importanti quesiti, ...perchè in fondo in fondo, nelle nostre menti razionali, il soggetto va sempre prima del predicato verbale, e non il contario.

Charles De Gaulle aveva ragione: ”Solo gli imbecilli non si sbagliano mai”,...

...anche gli eroi fanno quello che possono.

Flavio

lunedì, maggio 22, 2006

La Teoria del Buco Nero

Io ho una teoria,…

…che nel mondo esistano dei buchi neri, …una specie di porte dimensionali, capaci di ingoiare e far svanire nel nulla, come in un perfetto gioco di illusionismo, oggetti di qualsiasi forma e misura.
Semmai un giorno riuscissi a trovare queste misteriose soglie, sono sicuro di ritrovare le batterie ricaricabili della mia fotocamera digitale, alcuni documenti, un brutto maglione, la mia cassetta di “Popped in Souled Out” dei Wet Wet Wet, qualche vecchio libro e le cassette di Mazinga.

Succede a volte, …ma trattasi di un evento piuttosto raro, …che alcuni di questi oggetti, ritrovino magicamente il modo di tornare indietro, …ricomparendo nello stesso preciso punto dove li avevate lasciati.

Ma fino ad allora , resterò in paziente attesa.

Flavio

martedì, maggio 16, 2006

Lasciare Pollenzo non è mai facile

Diverso tempo fa, scrissi questo articolo su Pollenzo, il paese in cui ho passato i momenti migliori della mia vita.


LASCIARE POLLENZO NON E' MAI FACILE

Torino è la città in cui sono nato, 31 anni fa, …ed è
la metropoli, …qualcuno la chiama ancora così, …in cui
vivo felicemente nel mio nuovo appartamento preso in
affitto per una cifra piuttosto spropositata per le
tasche di un modesto impiegato.

Pollenzo è sempre stata la mia seconda casa.

Per oltre 16 anni ho vissuto il bello e il cattivo
tempo della mia adolescenza, assaporandone l’essenza,
nonché l’esperienza delle mie azioni e dei movimenti
goffi di chi sta imparando a camminare attraverso la
vita, …come tutti i ragazzi della mia generazione non
amavo camminare, bensì correre, bruciare le tappe e
perché no, …saltare nel cerchio di fuoco, alla maniera
dei maestri circensi.

Showtime

Pollenzo era lì, …a fare da perfetto contorno, per
narrare di quando mi sono sbucciato il ginocchio
cadendo dalla bicicletta, o di quando giocavo a
nascondino con i miei amici in una piazza ancora
vergine dai lavori di restauro, i quali, …l’hanno resa
ancora più bella, …sì,(sospirando) …forse ancora più
bella del primo amore, …quello che ti lascia in bocca
quel sapore di estasi in un tripudio di fuochi
d’artificio, contrapposto all’effimera idea, che
probabilmente niente dura per sempre, …nemmeno quegli
“attaccatutto” dei caroselli televisivi.

Per molti anni, è stata la colonna sonora dei miei
successi e dei miei insuccessi, …laddove le mie idee
prendevano forma, lei era sempre presente, …come il
matto dei tarocchi, …pronta a presentarmi il conto,
nel preciso momento, spaccando il secondo nel quale
io, …avessi fallito.

Pollenzo è un orologio, anzi io l’ho sempre paragonata
metaforicamente parlando ad una clessidra, così come
abitualmente immaginata, …senza ingranaggi, profumata
di quel verde antico e pioggia di pomeriggio, …la
stessa pioggia che cadeva nel giardino della casa dei
miei nonni.
Nella mia mente di adolescente non c’era disonestà, né
tantomeno malafede, …e così facendo, la strada per
crescere o per illudersi as you prefer, era facile da
vedere come il sorriso di un bambino al luna park.

Pollenzo è una violinista pignola, …impegnata ad
accordare il suo strumento, …questa è la sua forza,
…essere parte di un’orchestra di oltre sessanta
elementi, ed essere di vitale importanza, …pronta ad
eseguire il suo assolo.
Non ha mai preteso di fare la voce grossa, perché non
ha mai avuto bisogno di usarla.

Oggi le cose sono cambiate, …Pollenzo vive sotto
un’altra luce, (…la luce della ribalta?) la stessa
luce che illumina le strade, i cortili, i vicoli, che
sanno ancora di tradizione e life style di campagna.

Incorreggibile paese, rifatto nel make-up, con
quell’aria pavoneggiante di chi sa di valere ancor
prima delle visite reali e dei conquibus, …a testa
alta per affrontare il futuro e abbastanza fuori dagli
schemi conosciuti per insegnare l’arte del gioco.

It’s in the game

Chi si ricorda delle partite di pallone, giocate nel
campetto, vicino alla chiesa?

Fischio d’inizio,
…passaggio corto,
…un altro passaggio,
…un dribbling, …riuscito,
…un colpo di tacco ci faceva sentire come il miglior
Platini, Michel Platini,
…filtrante rasoterra,
…la nostra commozione quando morì Scirea,
…controllo di sinistro, …rientro sul destro,
…le notti magiche o tragiche a seconda dei punti di
vista, …se solo Serena avesse segnato quel rigore
contro l’Argentina, probabilmente Monica non avrebbe
mai preso a calci il cassonetto dei rifuiti davanti a
casa sua,
…un altro dribbling,
…tiro,
…non sapevamo ciò che stavamo facendo ma sicuramente
lo stavamo facendo bene,

…GOOOOOOOAAAALLL,

…la sfera s’insacca sulla sinistra del portiere, la
folla s’entusiasma, celebrando il cannoniere del
torneo,
…ma io, …sono arrabbiato.

Il portiere sono io!!!

Non si tratta di cosa sappiamo fare o cosa non
sappiamo fare, …si tratta di potere.

Se qualcuno un giorno vi dicesse che siete persone
poco intraprendenti e che nella vita adorate indossare
i panni del buffone di corte, non credeteci, …siate
voi stessi, …non fatevi fregare da nessuno, per tutto
il resto ci sarà qualche carta di credito capace di
esaudire i vostri desideri più arditi.

Alzatevi, non fatevi incatenare da stupide
supposizioni, sollevate gli occhi, guardate il cielo e
se tutto questo vi farà sentire come nella “Nuit
étoilée” di Van Gogh, solo allora capirete che
lasciare Pollenzo non è mai stato facile.