giovedì, giugno 19, 2008

Lo schermo d'Argento



Qualche giorno fa, sono andato sul set del nuovo film di Dario Argento.

Ho avuto modo di vedere come si gira una singola scena.
La preparazione è meticolosa, non potete nemmeno immaginare cosa vuol dire girare una scena semplice come far cadere un manichino da un parapetto.
C'è un'attenzione pignolosissima per ogni dettaglio.

Verso il termine della scena si sono presentati sul set anche gli attori protagonisti, il premio Oscar Adrien Brody ed Emmanuelle Seigner, i quali hanno iniziato a studiare insieme la scena successiva.

Le fotografie sono state fatte col mio telefonino, per cui la qualità non è eccelsa, ma in questa sorta di incontro ravvicinato dello sfocato tipo, anch'io per una sera (piovosissima) mi son sentito parte del film, ...in attesa di vederlo sullo "schermo d'Argento".

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso che girare un film (per TV o cinema) sia un'esperienza bellissima ma allo stesso tempo faticosissima e forse un pochettino noiosa (aspettare tanto tempo prima che si decida quale scena tenere buona).
Luca C.

Anonimo ha detto...

Eh si, la vita dell'attore non deve essere così meravigliosa e semplice come la si immagina. Però che figo, mi piacerebbe assistere una volta a delle riprese! :)

Anonimo ha detto...

Con il lavoro precedente, ho potuto assistere sia ad alcune riprese sia ad alcune preparazioni di alcune fiction famose: Le stagioni del cuore (Alesandro Gasman) e la Montessori (Paola Cortellesi).
Le persone che lavoravano sul set (soprattutto i tecnici e i vari coordinatori dei lavori) mi sono sembrati in tutti e due i casi maleducati, strafottenti, e inoltre se la tiravano un casino solo perché lavoravano per e con persone famose. Ci guardavano dall'alto verso il basso, volevano che tutti i nostri lavori fossero svolti in fretta ed in silenzio (allora evitate di chiamarci durante le risprese), e sono soprattutto vandali! Avete mai visto come vengono lasciati i set cinematografici dopo avere fatto le riprese? Se c'è un palo di troppo con un cartello stradale, un flessibile e via, buttato da una parte! Mangiano sul set: a terra piatti, bicchieri e bottiglie di plastica... ma si tanto ci sono gli operatori ecologici! Costruiscono parti di case o intere facciate di case in cartongesso e polistirolo: tutto lì... poi qualcuno toglie! Loro sono artisti non si abbassano mica a pulire! Io ho avuto questa esperienza (non voglio fare il razzista e generalizzare troppo, ma erano tutti romanacci de Roma).

Luca C.

Flavio Sasso ha detto...

La scena in questione è stata girata nella Galleria S.Federico, che per gli autoctoni è considerata una delle più affascinanti locations torinesi.
Dario Argento ci aveva già girato un take ai tempi di Profondo Rosso, autentico capolavoro del regista romano.

Prima di girare la scena, il pavimento è stato ricoperto da un sottile strato protettivo, una sorta di copertina trasparente, per fare in modo che il delicato piano della galleria potesse resistere alle sollecitazioni e ai colpi.

Ad ogni modo è stata presa qualsiasi precauzione per non rovinare niente.
I collaboratori dietro al set, mi sono sembrati tranquilli, ma vigili ad ogni comando della produzione, ...e poco prima delle riprese, si sono raccomandati al folto pubblico che si era assediato poco dietro le transenne di non rovinare la pellicola.

Ai miei occhi un comportamento professionale.

Flavio

Trivia: Chi altro ha girato una scena nella Galleria S.Federico?

Anonimo ha detto...

Ciao Flavio, sono Valentina!
Ti ringrazio del commento che mi hai lasciato sul mio space (http://energygirl.spaces.live.com/), ho gradito molto.
Dario Argento è uno dei miei registi preferiti, io adoro "Profondo rosso", conosci? Lo trovo stupendo, racchiude l'arte del regista di saper usare la suspence senza dilagare troppo in scene truculente e piene di sangue. Devo dirti però che "Il cartaio" mi ha un po' delusa, ha ricevuto critiche assai pesanti e in effetti anche io sono d'accordo con la maggior parte di queste. Mi auguro che questo suo nuovo film sia all'altezza dei vecchi.

Un saluto